Per parlare di formazione in rete abbiamo intervistato Laura Boano, responsabile analisi dei fabbisogni dell’ente attuatore Resforma srl, con sede a Torino, che si è aggiudicato il Premio Chirone 2024 per la categoria “Ente proponente”. Con Boano abbiamo parlato anche di formazione individuale e di prospettive evolutive, fabbisogni rilevati e risultati registrati presso le imprese beneficiarie dei corsi finanziati.
Resforma ha vinto il Premio Chirone 2024, come ente proponente, cosa rappresenta questo riconoscimento?
Il Premio Chirone rappresenta per Resforma un importante riconoscimento, non un traguardo, nel senso che crediamo molto nell’importanza di dare continuamente ai nostri Clienti un servizio di consulenza, in materia di Formazione, che sia veramente di livello, suggerendo strumenti che concretamente gli permettano di fare la formazione per i dipendenti, di accrescere le competenze e di sviluppare nuove abilità che man mano possano, di conseguenza, far crescere il singolo contesto lavorativo. Pertanto il premio è per me personalmente, che ho creduto molto in origine alla costituzione della Rete, e per tutto lo staff Resforma ovviamente, un motivo di orgoglio che valorizza il tempo, la perseveranza e la dedizione per un lavoro che spesso rimane troppo “dietro alle quinte” e non sempre se ne comprende la complessità per portare il Cliente (aziende o studio professionale) al risultato finale, ovvero ottenere l’erogazione di formazione finanziata e progettata per rispondere a delle domande/ necessità formative reali. Essere Ente Proponente richiede quel sano senso di responsabilità affinchè ogni proposta formativa abbia un valore reale nel contesto quotidiano e punti ad alzare il livello.
Quali elementi distintivi caratterizzano il piano formativo “Rete Resforma 2023: formazione e aggiornamento competenze”, grazie al quale il vostro ente ha vinto il Premio Chirone 2024?
Il Piano formativo che abbiamo candidato rappresenta un punto di svolta essenziale, in continuità con la presentazione del primo sportello, del 2023 in cui già emergevano alcune delle tematiche formative qui sviluppate; inoltre con questo Piano è nata la possibilità di dare continuità alle aziende che avevano avviato percorsi formativi nel precedente sportello e di inserire nuove aziende che sono state inserite nella rete. Infatti il presente piano ha dato modo a Resforma di ampliare la Rete e avviare nuove attività di sviluppo, su nuove aree geografiche (Lombardia) e nuovi settori merceologici, sviluppando l’area alimentare.
I Fabbisogni sono emersi grazie ad un sondaggio preliminare che abbiamo somministrato alle imprese/studi aderenti alla Rete; vuole essere un supporto concreto per i referenti aziendali, che permetta di identificare meglio le aree di interesse, dal punto di vista formativo, per i loro dipendenti: formazione obbligatoria in ambito sicurezza, formazione sulle competenze digitali, formazione su adeguamenti degli asset aziendali e etichettatura prodotti alimentari, controllo di gestione e contabilità, normativa e organizzazione aziendale, percorso meditativo per affrontare le difficoltà quotidiane e i risvolti lavorativi.
Un ulteriore obiettivo del piano, a prescindere dalle tematiche individuate, è mettere i partecipanti in condizione di poter completare/integrare delle competenze spesso derivanti da apprendimento non formale o informale per abituare gli interlocutori che il mondo della formazione si muove nella direzione della certificazione delle competenze; tale elemento sarà sempre più predominante nei prossimi anni anche con un’attenzione al punto 4 dell’agenda 2030 che parla di formazione continua e formazione di qualità – che noi intendiamo applicata nel contesto della formazione per adulti in quanto liberi cittadini che potranno circolare in UE con un bagaglio a tendere riconosciuto e per lo più condiviso anche fuori dal territorio nazionale.
Su questi presupposti si è poi avviata la presentazione del nuovo avviso 1/2024 mantenendo una continuità e partecipazione ad ogni sportello annuale, attendiamo ora lo sportello dell’autunno 2025
Può descrivere gli interventi formativi che vengono realizzati da Resforma nell’ambito degli Avvisi di rete di Fondoprofessioni?
Abbiamo deciso di impostare, nelle presentazioni dei Piani “Avviso di Rete”, una programmazione di argomenti formativi che sia eterogenea per tematiche e durata dei percorsi (4-8-12 ore solitamente). Questo ci permette di introdurre, ad ogni sportello di presentazione, delle tematiche “diverse” anche di attualità o utile per il completamento di alcune abilità magari in parte già presenti nelle imprese/ studi professionali, ma non facilmente identificate o identificabili. La formazione permette anche questo, ovvero, formalizzare delle tematiche che entrano nei processi di formazione aziendale a pieno titolo e possono generare ulteriori opportunità formative e richieste ad hoc. Faccio alcuni esempi pratici: abbiamo inserito negli anni argomenti come la sostenibilità, l’ESG, la parità di genere, l’A.I., da cui si sono generate anche delle richieste di formazione altamente personalizzata che ci ha visto presentare, per gli aderenti alla rete, anche delle proposte tramite i Bandi one to One.
Parlare ad esempio di sostenibilità e ESG qualche anno fa, e poterne parlare attraverso una formazione trasversale che aprisse l’argomento anche verso realtà che magari non avevano obblighi diretti, ci ha dato la possibilità di avvicinare il tema anche negli studi professionali che a loro volta interagiscono con aziende che potrebbero doversi adeguare. In questo modo abbiamo allineato, almeno per alcuni aspetti di base, anche un linguaggio che potesse essere facilmente compreso tra i diversi interlocutori. Altro esempio l’approfondimento di 4 ore sull’educazione finanziaria e gestione del TFR, che arriva come argomento successivo ad un corso di lettura della busta paga erogato in un precedente avviso di rete. Ed ancora, il corso introduttivo sull’uso di ChatGpt e altri strumenti dell’A.I., introdotto a seguito di un precedente corso introduttivo delle logiche generali dell’A.I. Questo il nostro approccio più “innovativo” ed attento ai filoni di interesse generale che il più delle volte si riflette anche su ambiti personali e non solo aziendali. Una competenza acquisita durante la formazione rimane prima di tutto patrimonio del discente come persona e come lavoratore; senza dimenticare di inserire periodicamente anche alcuni interventi più legati ad adempimenti obbligatori per le imprese/ studi professionali.
Quali risultati e impatti concreti state registrando all’interno delle imprese aderenti alla vostra Rete?
Certamente la sfida principale è mantenere una programmazione ben scadenzata delle proposte formative rivolte alle imprese aderenti alla Rete, che si traduce concretamente nel non saltare mai alcun sportello di presentazione dell’avviso dedicato, preparando in tempo utile l’analisi dei fabbisogni tramite sondaggi che coinvolgono direttamente gli aderenti. In questo modo le imprese/ studi si stanno favorevolmente abituando a proposte formative a cadenza pressoché semestrale; queste tempistiche, unite a proposte di percorsi brevi (da 4/8 o 12 ore) ma costanti, permette di creare una continuità e genera interesse nel chiederci i prossimi argomenti formativi. Questo interesse e apertura/ curiosità rivolta alla proposta formativa, lo ritengo un aspetto di grande soddisfazione per l’Ente perché genera continuità e permette di far uscire, almeno in parte, le imprese/ studi dalla cattiva abitudine di pensare che la formazione faccia perdere tempo. Ottimizzare contenuti e durata, senza per questo dimenticare anche momenti di formazione verticalizzati, ritengo sia davvero un impatto concreto e di valore che si è andati a smuovere anche grazie ad uno strumento formativo agevole, come la Rete, sia per chi gestisce, sia per chi aderisce e sceglie di partecipare alla formazione. Credo sia questo un volano importante in termini di continuità e che risponde al nostro impegno di mantenere costante la cadenza della programmazione formativa.
Guardando avanti, quali sono le prospettive future di Resforma e come intende rafforzare l’offerta formativa a favore degli studi e delle aziende?
Facendo un’ipotesi a 12 mesi da oggi, individuo 4 ambiti di interesse:
1) mantenere costante l’implementazione delle adesioni a Fondo Professioni accrescendo in primis gli aderenti alla nostra Rete: la volontà è quella di diventare un Ente di riferimento anche al di fuori della Regione Piemonte. Sensibilizzare interlocutori locali (come consulenti aziendali e consulenti del lavoro) speriamo possa essere un supporto concreto per permettere ovunque agli studi/ aziende di avere l’opportunità di accedere alla formazione finanziata senza più sentirsi dire “non me l’aveva mai detto nessuno”.
2) creare idealmente delle filiere all’interno della rete stessa: abbiamo iniziato con il comparto alimentare che è attivo sulla rete; in lavorazione ci sono un paio di filoni che stiamo attivando e che intendiamo sviluppare: associazione di categoria biellese, settore alberghiero per strutture localizzate in diverse regioni; associazione produttori eccellenze italiane (zafferano, nocciole, olio, etc.).
3) ampliare l’opportunità di accedere ai Bandi one to one sia a nuovi Studi/ aziende, sia agli aderenti alla rete che si dimostrino “meritevoli” di tale opportunità in base ad una dichiarazione di reale interesse formativo: abbiamo apprezzato molto il canale degli avvisi one to one, quelli aperti anche a realtà aderenti alla rete. Quindi siamo pronti per il prossimo sportello avviso 8 e stiamo lavorando per l’avviso 9 dedicato all’A.I.
4) implementare continuamente il gruppo dei docenti: riteniamo che un occhio di riguardo debba anche essere dedicato ai nostri collaboratori (docenti). Abbiamo un approccio sempre aperto a conoscere nuovi professionisti che ci possano anche portare delle specializzazioni molto particolare che bene si allineano a percorsi di formazione più ampi, permettendoci di creare dei moduli formativi non convenzionali ovvero alternare le attività di docenza creando un rimando positivo sui percorsi formativi, senza rischiare che si crei un’eccessiva ripetizione dei contenuti che farebbe venir meno uno dei nostri principi cardine: la personalizzazione della formazione.