La formazione continua come leva per il futuro del lavoro

La formazione continua è oggi uno degli strumenti più importanti per accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro, sostenere la competitività degli studi professionali e delle piccole imprese e garantire l’aggiornamento delle competenze di lavoratrici e lavoratori. In questo scenario, i Fondi Interprofessionali sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico, non solo come soggetti finanziatori della formazione, ma come protagonisti delle politiche attive e dello sviluppo del capitale umano.

Ne abbiamo parlato con Danilo Lelli, componente del Consiglio di Amministrazione di Fondoprofessioni e sindacalista della Filcams Cgil, che offre una riflessione sul valore della formazione continua, sulle competenze richieste dalla trasformazione digitale, sull’evoluzione del ruolo dei Fondi Interprofessionali e sulle prospettive di crescita di Fondoprofessioni a sostegno degli studi professionali, delle microimprese e dell’intero sistema della bilateralità.

Dott. Lelli, in un mercato del lavoro segnato da cambiamenti sempre più rapidi, che ruolo può svolgere la formazione continua per aiutare lavoratori e professionisti a mantenere e rafforzare la propria occupabilità?

La rapidità dei cambiamenti che caratterizzano il mondo del lavoro, soprattutto nei settori ai quali si rivolge prevalentemente Fondoprofessioni, è sempre stata una condizione strutturale con cui gli studi professionali, le piccole imprese e l’intera platea delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto hanno dovuto confrontarsi. Rispetto ad altri contesti, esiste quindi una capacità di resilienza sicuramente più elevata.

Tuttavia, la trasformazione che stiamo vivendo oggi nel mercato del lavoro presenta sempre più le caratteristiche di un vero e proprio cambio di paradigma.  Questo significa che gli strumenti tradizionali, che in passato hanno consentito di affrontare con successo le sfide del cambiamento, non sono più sufficienti.

La formazione continua deve quindi diventare uno strumento fondamentale a disposizione di tutti gli operatori del comparto. Da questo punto di vista è necessario individuare anche nuove forme di tutela che consentano di accedere alla formazione lungo l’intero percorso della carriera lavorativa. Si tratta di un elemento essenziale per aiutare lavoratrici e lavoratori a mantenere e rafforzare la propria occupabilità.

La formazione continua deve essere vissuta come una componente strutturale dell’attività lavorativa. Solo così, attraverso percorsi capaci di sviluppare nuove competenze e di aiutare le persone a comprendere e anticipare le trasformazioni del mondo del lavoro, sarà possibile tutelare l’occupazione e favorire l’occupabilità, trasformando l’inevitabile cambiamento in un’opportunità di sviluppo anziché subirne passivamente gli effetti.

Digitalizzazione, innovazione e nuovi modelli organizzativi stanno trasformando il mondo del lavoro: quali competenze ritiene oggi più strategiche per affrontare queste sfide?

Anche in questo caso, la portata della trasformazione presenta caratteristiche che non avevamo mai sperimentato in passato. Sviluppare le competenze necessarie è oggi non solo fondamentale, ma indispensabile.

Occorre essere capaci di comprendere la trasformazione digitale, valutarne gli impatti anche sul piano sociale e gestire il cambiamento attraverso una sempre maggiore capacità di analisi dei dati. Servono, quindi, sia competenze tecnologiche sia competenze trasversali.

Un esempio significativo è rappresentato dalla capacità di lavorare e collaborare efficacemente anche a distanza. Altrettanto importante è sviluppare una piena consapevolezza di ciò che sta accadendo, imparando a gestire il sovraccarico informativo per evitare situazioni di stress. È inoltre necessario rivendicare adeguate tutele che favoriscano il benessere digitale nei luoghi di lavoro.

Negli ultimi anni i Fondi Interprofessionali hanno assunto un ruolo sempre più rilevante. Come sta evolvendo la loro funzione e quali scenari si aprono per il futuro?

Da tempo stiamo registrando una crescente attenzione, a tutti i livelli, nei confronti del ruolo e delle potenzialità dei Fondi Interprofessionali. Come Parti Sociali seguiamo con attenzione anche le evoluzioni normative che interessano il sistema.

Non sempre, tuttavia, riscontriamo chiarezza e una visione di prospettiva. Proprio per questo, negli ultimi tempi, è cresciuta la nostra attenzione e la nostra vigilanza. Riteniamo infatti necessario un maggiore coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, evitando fughe in avanti che rischiano di rendere poi necessario recuperare partecipazione e condivisione.

Come accennato, si aprono scenari che possono rafforzare ulteriormente la centralità dei Fondi Interprofessionali, sia in termini di risorse da gestire sia di ruolo e funzioni. Per quanto ci riguarda, è però fondamentale rimanere nel solco di quanto definito e praticato finora, valorizzando il ruolo delle Parti Sociali e consolidando una corretta collaborazione con le istituzioni, sia a livello nazionale sia territoriale.

Quali sono gli elementi che contraddistinguono Fondoprofessioni e quali strumenti mette a disposizione per sostenere la crescita delle competenze nelle imprese e negli studi professionali?

Fin dalla sua costituzione, Fondoprofessioni ha sempre riservato una particolare attenzione agli studi professionali e alle microimprese, considerandoli la principale ragione della propria missione. Abbiamo sempre ritenuto che fosse necessario, e oggi lo è ancora di più, mettere a disposizione strumenti efficaci per chi non ha la possibilità di organizzare autonomamente un’adeguata attività formativa.

Con questo obiettivo strategico abbiamo saputo interpretare le esigenze del comparto, offrendo strumenti concreti e facilmente accessibili, in grado di rispondere con tempestività ai fabbisogni formativi del singolo lavoratore, della singola lavoratrice e della struttura in cui operano.

Mi riferisco, in particolare, agli Avvisi monoaziendali e pluriaziendali, agli Avvisi One to One e Piccoli Gruppi, agli Avvisi a Catalogo e al Conto Formativo Aziendale, solo per citare alcuni degli strumenti oggi disponibili.

Fondoprofessioni viene spesso definito un attore strategico per il comparto. Quale valore aggiunto apporta, a suo avviso, al sistema di welfare e di sviluppo degli studi professionali?

Il valore aggiunto di Fondoprofessioni emerge chiaramente anche da quanto evidenziato finora. Un elemento distintivo è rappresentato dal rapporto costruito con gli enti della bilateralità del comparto, Ebipro e Cadiprof.

Nel tempo abbiamo sviluppato sinergie e collaborazioni sia sul piano della comunicazione sia su quello della concreta realizzazione degli interventi. Gli operatori del settore stanno comprendendo sempre di più che esiste un sistema integrato capace di offrire risposte efficaci quando viene utilizzato nella sua interezza, nel pieno rispetto delle specificità normative e funzionali di ciascuna struttura.