La rapida evoluzione delle metodologie didattiche e delle tecnologie digitali sta trasformando il modo di progettare ed erogare la formazione continua. Per comprendere come queste innovazioni stiano entrando concretamente nel sistema della formazione, Fondoprofessioni ha coinvolto i propri enti attuatori accreditati in una rilevazione dedicata a microlearning e microcredenziali, realizzata dal 5 agosto al 4 settembre 2026, con l’obiettivo di approfondirne conoscenza, utilizzo, opportunità e criticità.
Dalle esperienze raccolte emerge un interesse concreto verso il microlearning, già utilizzato in alcuni contesti e valutato come possibile evoluzione dei percorsi formativi. La flessibilità è tra i principali elementi di attrattività: contenuti brevi e mirati possono adattarsi più facilmente ai tempi di lavoratori e imprese, favorendo aggiornamento continuo, rapidità di apprendimento e migliore memorizzazione. Video brevi, infografiche e gamification sono tra gli strumenti maggiormente utilizzati, con un’attenzione crescente anche alle potenzialità dell’intelligenza artificiale.
«Abbiamo voluto promuovere questa rilevazione per comprendere quanto microlearning e microcredenziali siano già conosciuti e utilizzati dagli enti attuatori e quali opportunità e criticità vengano percepite sul campo. Il confronto con chi quotidianamente progetta ed eroga formazione rappresenta un elemento prezioso per leggere l’evoluzione delle metodologie didattiche e delle tecnologie digitali e approfondire come queste innovazioni possano incidere sulla formazione continua. I risultati raccolti offrono quindi importanti spunti di riflessione su un tema in rapida evoluzione», sottolinea Franco Valente, Direttore di Fondoprofessioni.
Accanto alle opportunità, emergono alcune criticità: difficoltà progettuali, conoscenza non ancora omogenea della metodologia, disponibilità di strumenti tecnologici e competenze specifiche. La sfida non consiste quindi semplicemente nel rendere i contenuti più brevi, ma nel costruire percorsi coerenti e di qualità, evitando che la frammentazione si traduca in una perdita di profondità dell’apprendimento.
Un interesse significativo riguarda anche le microcredenziali, considerate soprattutto per la possibilità di certificare competenze specifiche e valorizzare percorsi formativi brevi. Il loro potenziale è legato anche alla possibilità di sostenere la formazione continua e l’occupabilità, ma il loro utilizzo richiede ancora confronto e sperimentazione, in particolare sulla valutazione, sugli standard e sulla riconoscibilità delle certificazioni.
Nel complesso, le evidenze raccolte mostrano un sistema attento alle nuove modalità di apprendimento e alle potenzialità del digitale. Microlearning e microcredenziali possono rappresentare una leva di innovazione per la formazione finanziata, contribuendo a renderla più flessibile, modulare e orientata alle competenze, in risposta alle esigenze di persone, imprese e mercato del lavoro.