Dal 2020 Fondoprofessioni ha introdotto gli Avvisi delle Reti, che consentono ai singoli capofila di presentare piani formativi per un importo proporzionale al numero di dipendenti delle imprese aderenti alla propria Rete.
Centro Formazione Prato Imprese, Ente attuatore accreditato presso il Fondo e Regione Toscana, ha da subito colto questa opportunità per offrire un canale diretto di accesso alla formazione finanziata per le micro e piccole imprese del proprio territorio. Per parlare di questa esperienza e di altre iniziative attivate con Fondoprofessioni abbiamo intervistato Elisa Baccichet, amministratore unico del Centro Formazione Prato Imprese.

D. A Prato avete creato e state portato avanti una Rete formativa con Fondoprofessioni. Può spiegarci di cosa si tratta?
R. Il tessuto economico pratese si compone in prevalenza di microimprese di settori eterogenei. Queste imprese contano spesso dai 2 ai 5 lavoratori. Per questo motivo per molti anni è stato quasi impossibile far partecipare le piccolissime imprese a progetti di formazione finanziata, soprattutto alla formazione monoaziendale. Grazie al progetto della Rete di Fondoprofessioni, siamo riusciti finalmente a trovare risposta alle esigenze di formazione finanziata dei nostri clienti di più piccole dimensioni. La forza della Rete consiste nella flessibilità che l’Ente attuatore ha nella costruzione dei piani formativi. Altro punto di forza è la possibilità, per le imprese aderenti, di poter accedere anche alla formazione a catalogo. Questi due strumenti, insieme, risultano per il nostro Ente formativo un grande vantaggio per poter rispondere in modo rapido alle esigenze del mercato.
A livello territoriale (non solo pratese, ma in tutta la Toscana) abbiamo fatto iscrivere alla Rete anche molti piccoli artigiani (termoidraulici, elettricisti, centri estetici e parrucchieri, ecc). Il motivo è da ricercare nella rapidità di risposta alle esigenze formative e nella possibilità di diversificare l’offerta formativa in base alle esigenze: possiamo destinare il budget sia a progetti mono, sia pluriaziendali, calibrando le risorse a disposizione.

D. Molta della formazione è stata realizzata in risposta all’emergenza pandemica, sotto il profilo sanitario, organizzativo e tecnologico. Ci può spiegare quali azioni avete messo in campo?
R. La nostra “Rete CFPI” è nata in piena pandemia. Abbiamo inviato le prime 200 adesioni al Fondo ad Aprile 2020, durante il lockdown.
L’analisi dei fabbisogni realizzata su queste prime 200 adesioni urlava a gran voce l’urgenza delle imprese di trovare risposta formativa alla crisi, in ambito di costruzione e gestione dei protocolli anticontagio, gestione delle emergenze, gestione dei casi di positività. Questo è stato il grande tema che ha accompagnato tutto il piano formativo presentato a valere sul primo Sportello dell’Avviso 2020.
L’analisi dei fabbisogni è proseguita nei mesi successivi ed abbiamo visto la crescente richiesta di competenze tecnologiche e digitali, in risposta ai cambiamenti organizzativi che le imprese, anche le più piccole, hanno – forzatamente – vissuto a causa della pandemia.
Le piccole imprese, parliamo di bar, ristoranti, piccoli artigiani e negozi, hanno visto mutare in pochissimo tempo le abitudini dei consumatori: coprifuoco, zone rosse, asporto, consegne a domicilio, vendite online… tutte tematiche a cui le micro aziende locali non erano pronte e a cui hanno dovuto adattarsi in tempi rapidissimi. Proprio per questo motivo, gli ultimi piani formativi che abbiamo realizzato, puntano sulla digitalizzazione e le competenze tecnologiche, partendo però dal basso: le microimprese hanno bisogno di capire come funziona un sito di e-commerce, come si utilizza una APP per la prenotazione degli appuntamenti, come usare excel. Siamo partiti da queste competenze di base con l’idea di incrementarle annualmente, grazie allo strumento della Rete, in modo da seguire la naturale evoluzione delle esigenze delle aziende che affidano a noi la formazione dei propri lavoratori, in ottica di formazione continua.

D. Formazione per la vostra Rete, ma non solo, infatti state portando avanti anche altre iniziative con Fondoprofessioni, giusto?
R. Abbiamo trovato in Fondoprofessioni un grande alleato. Il Fondo risponde in modo rapido e chiaro alle esigenze delle imprese di cui ci occupiamo. Abbiamo lavorato nel tempo anche con altri Fondi interprofessionali, ma Fondoprofessioni è il Fondo con cui riusciamo a lavorare meglio. Nel 2021 abbiamo utilizzato tutti gli strumenti messi a disposizione da FPRO: abbiamo un catalogo di corsi annuale sia in presenza/videopresenza che in FAD Asincrona accreditato sul Fondo. Il catalogo viene utilizzato sia dalle imprese iscritte a Fondoprofessioni, sia dagli iscritti a EBIPRO. I voucher sui corsi a catalogo sono un importante strumento formativo, molto usato sia dagli Studi che dalle Aziende di tutta Italia.
Abbiamo inoltre partecipato agli avvisi monoaziendali e pluriaziendali. Anche questi sono importanti canali che permettono agli Enti di formazione di poter realizzare una buona analisi dei fabbisogni ed indirizzare le aziende, a seconda delle reali esigenze, sul canale monoaziendale piuttosto che sul pluriaziendale.
In particolare l’Avviso Skills Required ci ha permesso di rivolgersi alle microimprese sotto i 4 lavoratori costruendo percorsi formativi con docenti di altissimo profilo. Per il limitato numero di dipendenti, queste imprese, non avrebbero potuto avere né la forza, né i requisiti per partecipare ad un piano monoaziendale.

D. Parlando del futuro della formazione continua, quali scenari intravede e quali elementi emergono dall’interlocuzione con le imprese del vostro territorio?
R. L’analisi dei fabbisogni sta cambiando, soprattutto nelle microimprese che sono il nostro principale interlocutore. Se fino a pochi anni fa, le piccole aziende tendevano solo a chiedere il soddisfacimento di fabbisogni di formazione obbligatoria (Sicurezza, Igiene degli alimenti), oggi qualcosa sta cambiando. Oggi le imprese hanno bisogno di competenza, soprattutto competenza organizzativa, gestionale e tecnologica. Queste macroaree permettono di costruire percorsi formativi trasversali che volti a sviluppare capacità quali la Lean Organization, la digitalizzazione dei processi, le competenze tecnologiche, il benessere psicofisico dei lavoratori. Queste capacità, accompagnate dal rafforzamento delle soft skills (informatica e comunicazione interpersonale), vengono oggi percepite dalle piccole aziende come un PLUS per la crescita e la competitività dell’impresa. La crisi pandemica nella quale siamo stati catapultati pare dunque aver accelerato il processo di formazione delle imprese in modo esponenziale.

 

 

 

 

 

 

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