Formazione e micro-imprese, la sfida diventa di sistema: il confronto promosso da Fondoprofessioni

Non un semplice momento di presentazione, ma un passaggio di sintesi e di rilancio su un tema strutturale per il sistema produttivo italiano. Il convegno “Formazione nelle micro-imprese: una sfida di sistema”, promosso da Fondoprofessioni il 23 aprile 2026 all’Auditorium del Museo Macro di Roma, ha riunito attorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanze politiche, parti sociali, Fondi interprofessionali, organismi tecnici e operatori della formazione.

Al centro dell’incontro il 3° Rapporto di Fondoprofessioni, presentato da Ludovica Zichichi, Ricercatrice dell’Osservatorio delle Libere Professioni, e commentato da Antonio Capone, Direttore delle Aree di Produzione di Sviluppo Lavoro Italia e da Davide Premutico, Responsabile Struttura Lavoro e Professioni Inapp. Lo studio restituisce una fotografia aggiornata della formazione continua nelle micro-imprese e negli studi professionali. Il dato più evidente è quello di una frattura sistemica: la partecipazione alla formazione in Italia cresce in modo significativo all’aumentare della dimensione aziendale, passando dall’1,9% nelle imprese con un solo dipendente al 13,1% nelle grandi aziende con oltre 250 addetti. Un divario che si innesta su un ritardo più generale del Paese rispetto alla media europea. «Questi dati rappresentano un elemento particolarmente critico in un Paese, come l’Italia, caratterizzato da una forte prevalenza di micro e piccole imprese – ha dichiarato Maria Pia Nucera, Presidente di Fondoprofessioni – Quasi il 70% degli iscritti al nostro Fondo è composto da attività professionali e aziende con massimo tre dipendenti, alle quali consentiamo di accedere a percorsi formativi finanziati orientati all’innovazione e allo sviluppo di competenze strategiche, facendo la differenza in un comparto in cui la formazione è indispensabile per rimanere competitivi e votato sempre di più alla specializzazione».

Il Rapporto evidenzia una domanda di competenze in forte evoluzione. Fondoprofessioni, in questo scenario, ha rafforzato negli ultimi anni il proprio intervento sulle transizioni in atto, con un aumento significativo dei percorsi formativi legati a innovazione e digitalizzazione, che rappresentano oggi più del 26,7% dell’offerta finanziata. «Il nostro Fondo si conferma un attore centrale nel processo di accompagnamento degli studi professionali e delle aziende verso lo sviluppo di competenze digitali in linea con le nuove sfide poste dal mercato», ha dichiarato Rosetta Raso, Vicepresidente di Fondoprofessioni.

Accanto ai dati quantitativi, le indagini su lavoratori e datori di lavoro – circa 11 mila risposte complessive – hanno messo in evidenza un’esigenza chiara: la necessità di una formazione compatibile con i tempi del lavoro. La preferenza per percorsi brevi e flessibili suggerisce di prestare attenzione al micro-learning come strumento per favorire la partecipazione nelle micro-imprese, dove la disponibilità di tempo e risorse rappresenta un vincolo strutturale.

Su queste evidenze si è sviluppato un confronto che ha visto la partecipazione di un ampio spettro di soggetti: rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici, parti sociali e Fondi interprofessionali. In particolare sono intervenuti rappresentanti del Parlamento e delle Commissioni Lavoro, con Walter Rizzetto, Chiara Gribaudo e Tiziana Nisini, insieme alla Presidente di Sviluppo Lavoro Italia, Paola Nicastro, oltre ai Direttori dei Fondi interprofessionali Fondoprofessioni (Franco Valente), Fondartigianato (Antonella Pinzauti) e FondoPMI (Bruno Di Pietro) e alle rappresentanze datoriali e sindacali Confprofessioni (Marco Natali), Confedertecnica (Stefano Meo), Cgil (Giuseppe Benincasa), Cisl (Paolo Carraro) e Uil (Ivana Veronese).

Il confronto tra i Fondi interprofessionali espressione delle imprese di più piccola dimensione, radicati in differenti comparti economici, ha rappresentato uno degli elementi centrali della giornata. Pur nella diversità dei modelli operativi, è emersa una forte convergenza sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi attori del sistema, anche alla luce delle nuove linee guida ministeriali, per garantire una maggiore accessibilità alle micro imprese. A tal proposito, l’evento ha consentito anche di restituire un aggiornamento sulle linee guida dei Fondi interprofessionali e sui processi di IVC di cui al DM 115/24, con l’intervento di Andrea Simoncini, Dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Anche il livello istituzionale e politico ha richiamato l’urgenza di intervenire su semplificazione, riduzione degli oneri amministrativi e maggiore efficacia nell’utilizzo delle risorse, a partire dalla restituzione ai Fondi interprofessionali della “trattenuta” applicata sul contributo 0,30%.

A margine del convegno sono state realizzate alcune video-interviste ai relatori e ai principali protagonisti del dibattito, offrendo ulteriori chiavi di lettura sulle criticità emerse e sulle possibili soluzioni: un approfondimento utile per entrare nel merito delle posizioni espresse.

 

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