Innovazione digitale e competenze: la formazione nelle MPMI resta una sfida

La trasformazione digitale delle imprese italiane passa sempre più dallo sviluppo delle competenze. Eppure, nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) la formazione continua fatica ancora a diventare una pratica strutturata e pianificata. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano, realizzata in partnership con diversi attori dell’ecosistema della formazione, tra cui Fondoprofessioni. L’indagine ha coinvolto oltre 1.100 imprese italiane e, per la prima volta, ha incluso anche le microimprese con 5-9 addetti, offrendo un quadro aggiornato sulle modalità con cui le aziende affrontano lo sviluppo delle competenze.

Uno dei dati più rilevanti riguarda la pianificazione delle attività formative. Solo una minoranza delle imprese dispone infatti di un piano strutturato, mentre la maggior parte interviene solo quando emerge un bisogno immediato oppure non pianifica la formazione in modo sistematico. Questo approccio rischia di rallentare i processi di innovazione, soprattutto in una fase storica in cui la capacità di aggiornare competenze e conoscenze rappresenta uno dei principali fattori di competitività per le imprese.

Tra le principali barriere alla formazione emerge soprattutto la difficoltà di conciliare l’aggiornamento professionale con l’attività lavorativa quotidiana. Il tempo limitato a disposizione rappresenta infatti il primo ostacolo segnalato dalle imprese. Seguono la carenza di risorse economiche e la difficoltà di individuare percorsi formativi realmente utili per le esigenze aziendali. In questo contesto, molte imprese continuano a finanziare la formazione con risorse proprie, mentre gli strumenti di finanziamento disponibili risultano ancora poco utilizzati.

Nonostante il crescente interesse verso le tecnologie emergenti, la diffusione di percorsi formativi dedicati all’Intelligenza Artificiale resta ancora limitata, soprattutto tra le microimprese. Il dato conferma come, prima di affrontare le tecnologie più avanzate, molte aziende debbano ancora consolidare competenze digitali di base e sviluppare una maggiore consapevolezza del valore strategico della formazione continua.

Sono tre i numeri chiave della ricerca:

  • Solamente il 30% delle MPMI ha un piano formativo strutturato
  • Ben il 65% delle imprese intervistate indica il tempo come principale ostacolo alla formazione
  • Solamente il 4% delle microimprese ha avviato formazione sull’Intelligenza Artificiale

In questo scenario, la formazione finanziata può rappresentare uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo delle competenze nelle imprese di minori dimensioni. Tuttavia, molte aziende non utilizzano ancora pienamente queste opportunità, spesso per scarsa conoscenza degli strumenti disponibili o per la complessità percepita delle procedure.

“Rafforzare l’accesso agli strumenti di formazione finanziata e promuovere percorsi sempre più aderenti ai fabbisogni delle imprese è fondamentale per accompagnare i processi di innovazione – ha spiegato Franco Valente, Direttore di Fondoprofessioni – Ogni anno il 98% delle imprese che partecipano ai corsi finanziati dal nostro Fondo è rappresentato da micro e piccole imprese: un unicum nel panorama della formazione finanziata”.

I risultati dell’indagine sono stati anche al centro del webinar organizzato da Fondoprofessioni il 10 marzo 2026, dal titolo “Training nelle MPMI italiane: contesto e ricerca. L’opportunità dell’Avviso pluriaziendale”, con l’intervento di  Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano. In questa occasione sono state presentate le caratteristiche dell’Avviso 03/26, per il finanziamento dei piani formativi pluriaziendali, che consente di aggregare la domanda formativa su base settoriale, territoriale e di raggruppamento, agevolando l’accesso al training delle micro e piccole imprese.